Non nascondiamocelo, abbiamo mancato un’occasione. Con una vittoria ieri saremmo a +4 sul Milan, che ha una gara in più di noi, e a +7 sull’Udinese. Un vero peccato, ma nel calcio ci può stare di incontrare una squadra ben organizzata come il Siena di Giuseppe Sannino, abile a impostare 90 minuti dietro la linea del pallone e ad arretrare sempre più il baricentro con lo scorrere dell’orologio. I toscani l’hanno messa sul piano dell’intensità, del pressing e della corsa, le nostre armi migliori, e hanno avuto ragione. Lasciamo stare le recriminazioni, pur legittime, sull’arbitraggio: per questo tipo di argomenti ci sono personaggi che ogni domenica mettono il loro faccione in televisione per lamentarsi e, di conseguenza, coprire i limiti delle proprie squadre (sintonizzarsi su schermi azzurri o nerazzurri). Per chiudere il capitolo inviterei solo a guardare ed eventualmente giudicare le statistiche: un solo rigore a favore e tre contro in 22 giornate.
Il punto è che questa Juve tanto cinica con le grandi squadre ha perso ben 8 punti in casa contro le medio-piccole: Bologna, Genoa, Cagliari e Siena. Un bottino mancato che comincia a diventare pesante e che, fortunatamente, non è stato capitalizzato da chi ci insegue. Al contrario, il Milan soffre del problema opposto: grande con le piccole, piccole con le grandi. Ecco allora che i problemi sono probabilmente di due tipi, psicologico e fisico.
Questa Juve entra in campo affamata negli scontri diretti. L’atteggiamento con le piccole, specialmente in casa, invece, è quello di un undici consapevole di poter sbloccare prima o poi il risultato. Da un lato è bene che i ragazzi acquistino sicurezza della propria forza e delle proprie possibilità, ma dall’altro se comincia a scarseggiare l’umiltà difficilmente si riusciranno a centrare gli obiettivi.
Il problema fisico, invece, è tutto in alcuni singoli. Marchisio, Vidal e Pepe meritano riposo. Lo stesso, ma un gradino più in basso, dicasi per Lichtsteiner. Non è un caso che siano stati acquistati un centrocampista e un difensore polivalenti come Padoin e Caceres. Servono forze fresche, soprattutto ora che il gelo rischia di appesantire i muscoli e, quindi, di falcidiare la rosa dei disponibili. E se poi ci fosse un pizzico di fantasia davanti, partite come quella di ieri si potrebbero risolvere anche con l’invenzione di un singolo. Magari un infreddolito numero 10.
Piermaurizio Di Rienzo
