Giornata di splendido sole. Giornata di grande festa. La festa per la conquista del 23° scudetto bianconero. Schiacciante prova di forza, di superiorità, la rabbia supera la matematica che chiedeva alla Juve un misero punticino per laurearsi campione d’Italia con ancora 180′ da giocare. Troppo ghiotta l’occasione di festeggiare in grande stile di fronte a un “Delle Alpi” stracolmo. Troppo forte la possibilità di mettere in chiaro le gerarchie contro la seconda della classe, quel Parma che solo pochi giorni prima aveva messo in bacheca la Coppa UEFA proprio a spese dei bianconeri. Serviva un pomeriggio gagliardo, orgoglioso, da Juventus. Per vincere lo scudetto, per svoltare in fretta dopo la cocente delusione europea. Partita migliore, in tal senso, non poteva esistere, servita sul piatto d’argento dal calendario. Terz’ultima di campionato, 21 maggio 1995, Juventus-Parma.
I bianconeri si giocano questo match point forti dei 67 punti in classifica, i ducali restano disperatamente agganciati alla matematica, -7 dalla Juve con 3 turni da giocare. Sbancare Torino lascerebbe ancora la Signora in rassicurante vantaggio, ma riaprirebbe maggiormente i giochi, questo è fuori discussione. Il primo campionato con i 3 punti per vittoria in palio, vuol’essere chiuso in anticipo da Roby Baggio e compagni, decisi più che mai a regalare al popolo bianconero un pomeriggio da ricordare. L’undici di Lippi si presenta in campo con Rampulla in porta, difesa composta da Torricelli, Tacchinardi, Porrini e il croato Jarni, centrocampo tutto sostanza con il trio Di Livio, Paulo Sousa e Deschamps, polmoni per esaltare l’estro del letale trio offensivo, Roby Baggio ad ispirare Vialli e Ravanelli. Il Parma di Nevio Scala vuole ripetere l’impresa di pochi giorni prima, consapevole che per tenere vive le residue speranze serve solo la vittoria. Il tecnico emiliano piazza Bucci a difesa dei pali, collaudata difesa a 5 con esterni Mussi e Di Chiara, centrali Minotti, Susic e Fernando Couto; in mediana il dinamismo di Crippa e dell’ex Dino Baggio unito alle geometrie di Fiore, là davanti c’è il tamburino sardo Zola per dare sfogo alle sgroppate del temibile Asprilla. Agli ordini dell’arbitro Ceccarini di Livorno, la partita inizia col
Parma che vorrebbe graffiare ma pare un’aquila con gli artigli spuntati, la Juve è arrabbiata, affamata, in queste condizioni una squadra che, al contrario degli avversari, sembra uno schiacciasassi. L’esito pare scontato, bastano infatti 11 minuti perchè la festa abbia inizio. Uno sterile fraseggio parmense viene interrotto dal pressing asfissiante di Ravanelli che a centrocampo tocca corto a Baggio e scappa profondo per ricevere il ‘dai e vai’, l’assist del ‘divin codino’ è un docile colpetto di pennello, Ravanelli controlla in corsa con la testa e arriva al limite, potrebbe provare il destro di prima ma sente il fiato di Susic sul collo, opta allora per una geniale frenata che manda fuori giri il difensore, per poi lasciar partire un fortissimo interno sinistro a giro che fulmina Bucci sul secondo palo nell’angolino basso: 1-0! grandissimo gol di ‘penna bianca’, classica esultanza con maglia a coprire la testa, boato del “Delle Alpi” e gara ben presto in discesa. A questo punto ci si aspetterebbe la rabbiosa reazione del Parma, tutto per tutto perchè tanto non è rimasto nulla da perdere. Invece i gialloblù spariscono progressivamente dal campo, un toro scornato dentro l’arena bianconera, un catino sempre più infernale, un pomeriggio che per i ducali assume via via i contorni di un incubo. Si arriva al 35°, Roby Baggio sulla trequarti abbaglia il pubblico con continui lampi di classe, servizio per Ravanelli sulla fascia destra, ‘penna bianca’ pur pressato saluta il diretto avversario e se ne va sul fondo, pallone ghiotto all’indietro dove però è vigile Couto che sbroglia. Azione finita? Nemmeno per sogno. Il portoghese serve Di Chiara, da questi a Zola aggredito da Deschamps a centrocampo, il francese in scivolata ruba palla pescando Ravanelli e scattando in profondità, taglio di Roby Baggio che riceve rasoterra in area, Mussi chiude al codino lo spazio per il tiro e allora dal cilindro sbuca un fantastico colpo di tacco che libera l’accorrente Deschamps in piena area a tu-per-tu con Bucci, piattone sinistro sul secondo palo e gol del 2-0! azione meravigliosa, lo scudetto è sempre più vicino. Con questo punteggio si va al riposo, Juve a un passo dal tricolore, tripudio totale sugli spalti, le residue speranze del Parma sembrano azzerate di fronte a tanta superiorità. La ripresa vede i ducali abbozzare una risposta, alla ricerca di un’impresa impossibile. C’è lavoro anche per Rampulla, che prima chiude in uscita bassa un inserimento dell’ex Dino Baggio, poi sul prosieguo blocca il pallonetto provato di prima da Asprilla, frustrando l’unica chance limpida degli uomini di Scala, con annesso boato del “Delle Alpi”. Il Parma insiste, ci prova con volontà, ma per avere la meglio su una Juve così servirebbero gli extraterrestri. Azione manovrata con Asprilla che libera Mussi sulla destra, cross dal fondo che pesca Dino Baggio in area, colpo di testa cercando il palo lungo, sfera distante dai pali di Rampulla e bordata di fischi per il grande ex della partita. La Juve si stanca ben presto dei tentativi gialloblù, vuole cancellare ogni velleità degli avversari e al 20° fa scattare l’apoteosi. Recupero palla nella trequarti difensiva, Ravanelli tocca a Baggio all’altezza della metà campo, fascia sinistra; Vialli scatta in sovrapposizione, cavalcando la profondità e bruciando Fernando Couto, il terzo assist della splendida gara di Baggio è una carezza rasoterra in corridoio, Vialli si ritrova in piena area, sinistro incrociato tra le gambe di Bucci e gol del 3-0! altra azione straordinaria, il Parma sparisce definitivamente dalla scena, il conto alla rovescia diventa ufficialmente una formalità. Ma non è ancora finita. C’è una cocente delusione da cancellare, e anche se i festeggiamenti già sono entrati nel vivo da un bel pò, la Juve non vuole fermarsi. Passano altri 5 minuti, Paulo Sousa taglia il campo pescando Vialli sulla destra con un lancio di 40 metri, il centravanti bianconero si avvicina alla linea di fondo, fronteggia di Chiara attendendo il taglio a centro area di Ravanelli che puntuale arriva, pallone basso sul primo palo, ‘penna bianca’ svernicia Minotti e tocca dolcissimo con il destro il pallone del 4-0! fin troppo facile per questa Juve. La festa può continuare, un Parma in agonia spera solo che il triplice fischio giunga quanto prima. Il tripudio si completa quando Rampulla nega a Crippa l’effimera gioia del gol della bandiera, andando a togliere letteralmente dall’incrocio un potente destro dal limite dell’ex mediano del Napoli. E’ l’epilogo di un pomeriggio perfetto, dopo 46 minuti scarsi Ceccarini sancisce la fine del secondo tempo, il delirio tricolore della Juve può ufficialmente proseguire in campo, sugli spalti, per le strade. Un pomeriggio per dimenticare la beffa della notte di S.Siro in Coppa UEFA, un pomeriggio che il popolo bianconero ricorda e ricorderà a lungo. Travolgere la più diretta avversaria nella corsa scudetto di fronte al proprio pubblico non è da tutti. La Juve, tra le innumerevoli imprese che hanno scritto la storia, è stata capace anche di questo.
Emilio Ripari
