Quando anche l’ordinaria amministrazione si trasforma in emozione, sottoforma di rimonta da urlo. La rivalità, l’evoluzione del punteggio, le pennellate di Alex Del Piero, tre ingredienti che hanno reso un pomeriggio da ricordare una gara sulla carta adatta solo per i fedelissimi. 15 dicembre 1996, 13ma di andata, Juventus-Hellas Verona.
Un campionato ridisegnato dalla sentenza Bosman e che vede la signora in testa, infastidita solo dall’Inter e dallo straordinario Vicenza di Guidolin. Il “Delle Alpi” è ancora in festa per la recente vittoria in Intercontinentale ai danni del River Plate, il Verona sa che l’obiettivo salvezza difficilmente può trovare concrete risorse nel pomeriggio di Torino, ma non c’è nulla da perdere e quindi i gialloblù vogliono provarci. La Juve di Lippi si presenta sul campo con Peruzzi tra i pali, Torricelli, Ferrara, Tacchinardi e Porrini in difesa; in mediana Deschamps affiancato da Di Livio e Lombardo, scudieri del genio di Zidane a supporto della coppia Del Piero-Padovano. L’Hellas di Gigi Cagni risponde con Guardalben in porta, coppia centrale Fattori-Baroni con Siviglia e Vanoli terzini; centrocampo tutto sostanza e poca fantasia con Ametrano, Ficcadenti, Bacci e Giunta, una sorta di ‘Maginot’ davanti al quale giostra liberamente Zanini, alle spalle dell’ariete ‘Pippo’ Maniero. L’idea di Cagni è chiara e semplice, due muri vicini e compatti per togliere i rifornimenti ai maghi in maglia bianconera. La partita agli ordini dell’arbitro Bonfrisco sembra dare ragione al tecnico degli scaligeri. La Juve, forse ancora ebbra del successo mondiale di 2 settimane prima, scende in campo molle, incapace di dare ritmo e quindi efficacia alle manovre volute da Lippi. Il Verona si barrica ma con ordine e, quando può, prova a ripartire. Passano 20 minuti quasi soporiferi, il fraseggio bianconero è stucchevole, l’Hellas prova ad aggredire più alto e al minuto 24 clamorosamente passa. Efficace pressing di Maniero sulla trequarti bianconera, il tocco sulla destra lancia Zanini in contropiede, occhiata al centro e tocco basso ad evitare la chiusura di Torricelli, Maniero non sbaglia il rigore in movimento e porta inaspettatamente avanti i gialloblù (in completo rosso), 0-1. La Juve accusa il colpo, sente suonare la sveglia ma
come un qualsiasi pigro la riprogramma affinchè suoni più tardi. L’unico a provarci è Del Piero che, a cavallo della mezz’ora, si costruisce un buon tiro dai 25 metri che però termina alto. Zidane arretra alla ricerca di palloni utili per inventare, Lombardo prova ad infilarsi negli spazi intasatissimi ma non trova luce e viene rimpiazzato da Vieri, Padovano rimane ingabbiato così come l’estro di Del Piero. L’Hellas controlla ed in chiusura di primo tempo trova l’incredibile raddoppio. Punizione dalla trequarti destra battuta in velocità da Giunta, pescato Maniero a centro area spalle alla porta. L’attaccante gialloblù è chiuso nella morsa Ferrara-Tacchinardi, troppo morbida però l’attenzione dei guardiani juventini, Maniero di prima intenzione gira di testa un pallone velenoso, rimbalzo a pochi passi da Peruzzi proteso in volo sulla sua destra, palo interno e gol. “Delle Alpi” incredulo, Juve sbigottita, clamoroso 0-2. I bianconeri rispondono con rabbia, dimezzare lo svantaggio prima del riposo sarebbe premessa fondamentale per gettare basi solide per la rimonta. Ci prova Vieri in girata dal limite, la mira però è di poco alta. La svolta arriva a pochi secondi dall’intervallo. Di Livio sulla destra rientra e centra morbido col mancino, Padovano prova di testa l’anticipo su Vanoli, la palla carambola su Baroni all’altezza del dischetto, accorre Porrini che beffa con un tunnel lo stesso Baroni, fulminando poi Guardalben in uscita bassa con un potente piatto destro sotto la traversa, 1-2, Porrini segna un gol alla Zidane! la classe operaia dà la scossa alla Juve, uno spiraglio di luce per andare negli spogliatoi con un altro spirito. La ripresa vede il prevedibile arrembaggio della Signora, Verona all’angolo ma il pari non vuole arrivare, i bianconeri si sbilanciano e rischiano il ko al quarto d’ora. Ficcadenti avvia il contropiede con un numero su Tacchinardi, lancio panoramico da destra a sinistra pescando Zanini, tocco di prima a eludere la chiusura di Ferrara, palla a Maniero al limite che si mangia l’1-3 a quel punto quasi scritto. Dal baratro al pari il passo è breve, ciò accade al 19′. Del Piero riceve sulla trequarti sinistra, punta l’area accentrandosi, premia il taglio di Vieri che controlla sulla sinistra in piena area, cercando il fondo per il cross o per il tiro, tallonato da Baroni che non lo molla. Per un eccesso di generosità (e di ingenuità) arriva il raddoppio di Ametrano che frana sulle caviglie di ‘Bobo’, Bonfrisco è a due passi e indica senza esitazione il dischetto. Undici metri che Del Piero scarica di rabbia all’incrocio dei pali, Guardalben intuisce ma sceglie l’angolo basso alla sua destra, 2-2 e ora per l’Hellas il sogno diventa incubo. La Juve ha quasi mezz’ora per completare la rimonta che a poco dall’intervallo pareva utopia. Passano pochi minuti, è il 27°, si alza il sipario per uno spettacolo chiamato Del Piero. Pinturicchio riceve palla sulla fascia sinistra, movimento caracollante a puntare l’area accentrandosi leggermente, una finta a far fuori Bacci, Alex arriva al limite leggermente defilato, esce su di lui Fattori, un’altra finta per preparare il destro a giro, il marchio di fabbrica parte come una sentenza, Guardalben abbozza il volo poi si ferma ad ammirare la parabola, la sfera si spegne nel ‘sette’ alla sua sinistra, gol di Alex Del Piero, pennellata ‘alla Del Piero’, rimonta completata, 3-2! delirio al “Delle Alpi”, i fantasmi sono scomparsi, la Juve è tornata a fare la Juve. Il Verona si ritrova sotto, prova con Orlandini e De Vitis ad alzare di qualche metro il baricentro, non è però più giornata per gli scaligeri. La Juve controlla, sfiora il poker con Vieri e ancora con Del Piero, gestisce i ritmi in attesa del triplice fischio di Bonfrisco. Il “Delle Alpi” esplode come avesse vinto una finale, la Juve porta a casa una partita che doveva essere semplice, trasformatasi invece in epica rimonta. Impresa da ricordare anche perchè contemporaneamente l’Inter cade in casa 3-4 contro la Sampdoria, mentre il Vicenza viene fermato sull’1-1 al “Menti” dal Parma. E’ il primo vero accenno di fuga della Juve, compagnia salutata alla conquista del 24° scudetto, rivali allontanate dopo un pomeriggio da ricordare, sotto il segno di Alex Del Piero.
Emilio Ripari
