Nervi saldi e massima concentrazione. E’ banale affermare che servono soprattutto queste due componenti per poter centrare l’obiettivo tricolore già domenica dopo la gara contro il Cagliari. La prossima curva, una delle ultime prima del rettilineo finale, si chiama Lecce, che mai come ora si gioca la concreta possibilità di salvarsi, approfittando della notte fonda che regna sul Genoa. Mercoledì sera la squadra di Cosmi giocherà alla morte e, tra l’altro, siamo stati abituati nel corso degli anni a trovarci in difficoltà nelle gare interne contro i salentini. Servirà la migliore Juve possibile, davanti al miglior pubblico possibile. 

Ci sono, intanto, due dati su cui finora qualcuno ha frettolosamente sorvolato, ma che rappresentano le chiavi di un successo, al di là di come dovesse finire il campionato. La prima considerazione passa dalla difesa. Il trio Bonucci-Barzagli-Chiellini, sostenuto dai vari Lichtsteiner, Caceres e De Ceglie, ha subito finora 18 reti. Se la media venisse rispettata anche nei prossimi tre turni questa Juve potrebbe stabilire il record di difesa meno perforata nella storia della Serie A a venti squadre: il miglior risultato, finora, appartiene al Milan di Massimiliano Allegri che lo scorso anno incassò 24 gol. 

L’altra questione riguarda i nostri realizzatori. Non c’è mai stata squadra di testa nella classifica del campionato italiano ad aver segnato di più con giocatori della zona mediana. Tradotto: i nostri Pepe, Marchisio, Padoin, Pirlo, Vidal, Giaccherini ed Estigarribia hanno messo a segno 27 reti contro le 25 realizzate dal quintetto Del Piero, Vucinic, Quagliarella, Matri e Borriello. Il merito non va solo ai centrocampisti (cinque italiani su sette), ma soprattutto ad Antonio Conte che ha sempre insistito sull’accompagnamento dell’azione da parte della mediana. Ci chiediamo cosa possa succedere se per il prossimo anno dovesse arrivare un bomber da 20 gol a stagione.

Piermaurizio Di Rienzo

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