Lo scarso bottino di punti ottenuto nelle ultime 5 partite (4 pareggi ed una sola vittoria) si deve spiegare, oltre che con il calo di concentrazione di quasi l’intera rosa, con l’abbassamento qualitativo delle prestazioni dei centrocampisti. Mentre ad inizio anno i vari Marchisio, Vidal e Pepe riuscivano a trovare la via del goal con una maggiore frequenza, riuscendo così a sopperire alla quasi imbarazzante sterilità degli attaccanti sotto porta, in questo periodo della stagione l’abbassamento delle loro medie realizzative ha generato un calo generale della squadra. 

Con un parco attaccanti formato da Vucinic, Matri, Del Piero, Quagliarella e Borriello, solo 15 goal sono arrivati dalle punte. Così non va proprio bene! Salvando il buon Matri che 10 volte la rete l’ha trovata, tutti i restanti attaccanti sono sotto esame. Certo, per Del Piero ci sentiamo di sottoporre un test meno ferreo, per ragioni ovvie e palesi, ma per Quagliarella, Borriello e Vucinic il resto della stagione dovrà servire a comprendere se questi ragazzi meritano di indossare la maglia bianconera e se sono in grado di sorreggere le pressioni che i colori bianconeri comportano.

Vittima di questa situazione è il povero Conte che, nel tentativo disperato di trovare il jolly giusto per l’attacco, cerca di mescolare sempre le carte per trovare la soluzione giusta. Il principale attaccante sotto accusa è Mirko Vucinic. Rispetto a Del Piero (297′ giocati), Borriello (168′ giocati) e Quagliarella (477′ giocati), il Montenegrino ha giocato con una maggiore continuità (1394′ giocati), venendo impiegato da Conte ben 17 volte come attaccante titolate, 20 in complessivo. Mirko va in goal 1 volta ogni 464 minuti giocati. Un disastro! 

Sveglia ragazzi, o decidete di darvi una mossa, iniziando a segnare con una decente continuità, o lo scudetto andrà ancora una volta nel “cassetto dei sogni infranti”!

Nicola Frega

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