Evidentemente Mario Monti nella sua spending review non si è accorto che anche lo sport avrebbe necessitato di qualche suo taglio. Con l’inizio dell’Olimpiadi di Londra 2012, infatti, ci si interroga sui premi economici che andranno agli atleti che saranno in grado di raggiungere le medaglie. Cifre basse per la crisi economica? Ma che! Una medaglia d’oro vale infatti 140 mila euro, quella d’argento 75 mila e 50 mila è il premio per il bronzo. 

Per gli atleti azzurri medagliati non ci sono solo i premi. Oltre al denaro promesso dal Coni ci sono sempre le sponsorizzazioni. Senza considerare che molti atleti possono contare anche su stipendi se arruolati, per esempio, fra le Fiamme oro, le Fiamme gialle, l’esercito o l’aeronautica.

E le altre nazioni? Anche nello sport l’Italia sembra essere una delle più generose. La Germania di Angela Merkel taglia anche nello sport: per una medaglia d’oro gli atleti tedeschi incasseranno poco più di 16 mila euro. Hollande, che si è tagliato lo stipendio e ha tassato i super-ricchi, ha però dimenticato la cura dimagrante per i Giochi. E se a Pechino il premio per la Francia era di 55 mila euro, a Londra sarà di 65 mila.

Anche la Gran Bretagna ha scelto di allinearsi con l’austerity europea, tanto che i padroni di casa che riusciranno a mettersi al collo la medaglia d’oro non vedranno alcun premio. In palio c’è l’onore di dare il loro nome a una località della Gran Bretagna.

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