Per prima cosa, faccio ammenda: Elia è meglio che resti fuori dal campo. Fino a ieri non capivo perché l’olandese tanto inseguito lo scorso agosto avesse trovato pochissimo spazio in questa squadra. Da ieri pomeriggio ho capito le ragioni di Conte e l’imbarazzo nel definire il giovane ex Amburgo “una freccia da scoccare al momento giusto”. Per carità, magari ieri non era il momento giusto, ma quando vedi un’ala in area di rigore anziché sulla fascia di competenza, allora qualche dubbio ti viene.
Elia a parte, ci sono altri due aspetti che premono. Il primo riguarda il silenzio stampa “annunciato” via Twitter dopo la gara di Marassi. Va bene che all’appello mancano un gol di Pepe e un possibile rigore di Matri, ma è altrettanto vero che decisioni del genere rischiano solo di dar fuoco alle polveri e di trasformare legittime rimostranze in isterismi fini a sé stessi.
Senza isterismo, invece, va affrontato il tema della classifica. Guardando in faccia alla realtà, possiamo dire di aver scampato un bel pericolo. Se la Lazio ieri sera avesse raccolto 3 punti, ora sarebbe solo indietro di due lunghezze. Il Bologna fortunatamente ci ha fatto un bel regalo, impreziosendo così i due pareggi della settimana (in Emilia e in Liguria). Dico tutto ciò perché occorre guardare al bicchiere mezzo pieno. Questo Milan difficilmente sarà rimontabile. Quattro punti sono pochi, in realtà, ma calendario, stato di forma, aspetti psicologici fanno pensare ad uno scudetto sempre più lontano.
Piermaurizio Di Rienzo
