Il passo è quello giusto. Di una squadra che vuole e può vincere il tricolore. Il percorso verso l’obiettivo è ancora lungo, molto lungo. Ma questa Juve, la Juve “made in Conte”, ha almeno tre buoni motivi per guardare con fiducia alle prossime settimane. 

Il primo. Fatta eccezione per lo scontro diretto contro il Milan, in programma sabato 25 febbraio a San Siro, i bianconeri affronteranno tutte le big tra le mura amiche dello Juventus Stadium. Per carità, la coincidenza del calendario non è sinonimo di vantaggio (vedi, ad esempio, i pareggi interni contro Bologna, Genoa e Cagliari), ma più passa il tempo, più cresce la consapevolezza che “Yes, We Can”. 

Il secondo. Smaltite le feste e il ritiro arabo di Dubai, la squadra è tornata sui livelli pre-natalizi. Non era scontato, basta ricordare quanto avvenne lo scorso anno alla ripresa. Il gioco è aggressivo, veloce. In campo non si butta mai via il pallone. C’è ancora qualche leggerezza di troppo. Amnesie, sarebbe meglio chiamarle, come quella di Vidal sabato scorso contro l’Udinese, da cui è nato il momentaneo pareggio di Floro Flores. Conte, però, ha saputo plasmare le sue “creature”, educandole al fatto che stanno in un gruppo. Con diritti e doveri. Si vince insieme e si perde (per ora non è ancora accaduto) insieme. Tesi scontata, possono obiettare i più. Si, ma era mai successo negli ultimi anni? I settimi posti sono la risposta più chiara alla domanda. 

Il terzo. Abbiamo ancora cartucce praticamente integre da sparare. Due nomi su tutti: Quagliarella e Borriello. Il primo, sfortunato come pochi, smania di giocare, mettersi in mostra e segnare. Il secondo ha scelto Torino per rilanciarsi ed è pronto a dimostrare a tutti, tifosi bianconeri in primis, di aver fatto una scelta azzeccata. A loro aggiungiamoci pure il Capitano, che dopo il gol in Coppa Italia contro la Roma cerca ulteriori opportunità per arrotondare il suo ricco palmares.

Ci sarebbe un quarto e ultimo motivo per essere ottimisti. Per ufficializzarlo, però, è meglio aspettare la chiusura del mercato. Se Marotta riuscirà ad aggiungere forza e quantità a centrocampo, allora ci sarà da sorridere una volta di più.

Piermaurizio Di Rienzo

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