Ecco di nuovo Luciano Moggi che dalle pagine di Libero torna a dire la sua sui temi che più gli stanno a cuore: Farsopoli, la Juve, la Federazione, Zeman. E a quest’ultimo dedica l’articolo di oggi, rispondendo alle pesanti accuse che l’allenatore boemo gli aveva poco tempo fa fatto, sul doping e il comprare partite.
Ecco l’articolo, sempre illuminante di Big Luciano, a voi i commenti: 

Il pallone di Luciano

E’ sempre il solito Zeman più santone che allenatore 

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e l’ italiano nonostante i lunghi anni passati nel nostro paese deve essergli ancora in parte sconosciuto. D’ altra parte fu già penoso ascoltarlo (e capirlo) nella deposizione fatta durante il processo di Calciopoli. Quante volte la presidente Casoria dovette invitarlo a spiegarsi meglio e quante volte la parola esoneri, che pur lo ha accompagnato nella sua vita, fu intesa diversamente dall’ interessato quasi che mai gli fossero capitati. Zeman, sempre lui, un uomo, un programma, di vecchia data naturalmente, attualmente vive un periodo di fulgore personale, una volta tanto un risultato l’ha ottenuto portando il Pescara in serie A, e il ritorno alla Roma ha fatto il resto, gonfio è il petto, ma non gli basta, i titoli di prima pagina continua a cercarli, e non c’è sistema migliore di attirarli se non di parlare (male) della Juve , rimestando vecchie fandonie usurate dal tempo e confondendo anche il significato di qualche mia personale ramanzina, che poi voleva essere solo un invito a far meglio. Alla sua età non ne ha bisogno? Non mettiamo limiti alla Provvidenza. 

Se sono giunto a dargli anche del “buon allenatore” (!) con l’ aggiunta di un piccolo difetto, si distrae troppo e perde l’essenza del calcio, mi pareva chiara la spiegazione dell’ assunto. Otterrebbe, anzi avrebbe ottenuto molto di più nella sua carriera, se non avesse perso tempo in polemiche sterili e fuori luogo, tutte al di fuori del campo, mentre era il campo lo spazio dove doveva impegnare tutte le sue energie, al servizio della squadra e dei club che lo hanno pagato, e troppo spesso non lo ha fatto. Alla fine il vestito di santone che ha voluto indossare gli è piaciuto, e continua a portarlo, nel caso da attore consumato, è diventata routine e un palinsesto già visto, nel corso dell’ intervista ecco la domanda di sempre sugli scudetti della Juve e sul sottoscritto e lui a rispondere con apparente nonchalance mentre non aspettava altro, pontifica e sberla, in veste di grande moralizzatore, ma gli capita, come gli è capitato, di andare fuori binario, scivolando su terreni pericolosi (di cui rispondera’ nelle sedi adatte) ,con l’ aria di informato saccente, in realtà propalando falsità totali, che lui dovrebbe conoscere, ma il successo dà alla testa, e il fulgore che gli attraversa la mente, deve avergli confuso le idee. Zeman sa che l’essenza del calcio, cui si fa riferimento, non è né il doping, né il comprare arbitri, fa pero’ finta di non saperlo. Sa perfettamente che nessuna accusa di questo tipo è stata contestata, per il semplice motivo che non è esistita neanche nei teoremi dell’ accusa e lui dovrebbe sapere che nessun euro è transitato dalle parti di Calciopoli, ma solo chiacchiere, tra le quali le sue, fa pero’ finta di non saperlo. Calciopoli è stato solo Farsopoli, lo intuì fin dal primo momento il pm del calcio scommesse dell’ 80 Corrado De Biase, quando gli fu chiesto un parere su Calciopoli e lui fu chiarissimo. L’ho già ricordato ma per i duri d’orecchio non fa male ripetere : “Non c’è traccia di illecito, non c’è danaro, non ci sono assegni, l’illecito ambientale non è reato, non è contemplato da nessun ordinamento, e il procedimento sportivo per come è stato fatto è un aborto giuridico”. Al dimentico Zeman ricordo che già la Corte Federale presieduta da Piero Sandulli stabilì che nessuna partita e nessun campionato erano stati alterati, e la medesima conclusione è contenuta nelle motivazioni della sentenza penale di primo grado. Se Zeman la vede diversamente,adesso lo dovra’ dimostrare. Non si possono far passare indenni accuse irresponsabili e ingiuste, non dovrebbe star zitta la Juve, come giustamente rileva il sito di Ju29ro. E’ vero, nei riguardi di chi semina odio, come di sicuro fa Zeman quando mette la sua firma su una maglietta che riporta un messaggio esattamente di questo tenore (“odio la Juve”), dovrebbero intervenire la Procura Federale e più in generale Lega e Figc, ma il comando non viene da sé, si deve sapere come esercitarlo e se finora c’è solo chi sa dare dell’ inconsistente all’altro, il quadro è fosco oltre che confuso. Qualcuno drizzi le orecchie, il momento è pericoloso, prossima fermata l’anarchia.

Fonte: Libero

Alessandro Di Prisco

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