Bardonecchia. 8 luglio 2011. Bastano un paio di palleggi, una punizione e una manciata di passaggi al bacio per i centravanti per capire che sarebbe stato l’uomo decisivo e che il top player annunciato da Marotta era proprio lui. Anche quel numero stampato sulla maglia, che in passato fu di Zidane, fa già sognare i tifosi che tornano indietro con la mente e sentono che una nuova ondata di successi è vicina. Stiamo parlando di Andrea Pirlo, detto “Mozart” o “Il Professore”. Durante l’estate non mancano i dubbi: sarà adatto al modulo di Conte? E’ in buone condizioni fisiche? La risposta, Andrea, l’ha data sul campo e, come suo solito, da leader silenzioso, ha parlato con i fatti. Già, perchè Andrea Pirlo non si è mai lasciato andare in chiacchiere ma ha sempre parlato attraverso il campo, che sempre dice la verità. Durante l’estate, Mozart inizia ad esercitarsi ripassando giorno dopo giorno le sinfonie che dovranno poi essere perfettamente dirette ed eseguite durante le gare ufficiali.

La prima sinfonia, Andrea la compone contro il Parma: tre assist perfetti mandano in gol i suoi compagni. Il primo gol arriva contro il Catania in campionato alla ventiquattresima giornata.

Partita dopo partita, Andrea compone spartiti e sinfonie sempre migliori e, a fine anno, risulta uno dei più decisivi nella lotta scudetto vinta dai bianconeri ai danni del Milan, la squadra che con troppa fretta ha lasciato partire a parametro zero il regista più forte al mondo. Chiude la stagione con tre gol e soprattutto 13 assist, tredici sinfonie meravigliose che lo incoronano miglior assistman della stagione.

Corrado Parlati

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