Ogni tifoso della Juventus sa che da bambino si è innamorato di quella casacca bianconera per una serie di fondamentali ragioni. Perché era tra le squadre più forti d’Italia, ma possiamo tranquillamente estenderci all’Europa e all’intero globo terrestre, perché innamorarsi di campioni come Del Piero, Peruzzi, Zidane, Buffon, Nedved, di eroi come Scirea, di figure come Gianni Agnelli ed il fratello Umberto, di una città come Torino, è, forse, fin troppo facile. Ma ogni tifoso juventino sa anche di essersi innamorato di quella squadra perché vedeva riflessi in essa uno stile e una classe impareggiabili.

Atteggiamenti ipocriti e falsi non hanno mai caratterizzato la Vecchia Signora e siamo sicuri che mai lo faranno. Per queste ragioni, avranno infastidito molto il popolo bianconero le dichiarazioni, con i consequenziali attacchi, provenienti da rappresentanti del Milan rivolte a Giorgio Chiellini. In più di un’occasione Allegri, Galliani e Ambrosini, su tutti, hanno accusato il difensore toscano di aver alzato eccessivamente i toni al termine di Milan-Juventus in Coppa Italia, con affermazioni inutili ed infondate. Mercoledì sera, il “gestaccio” di Ibrahimovic, l’ennesimo, è stato visto dai giocatori in campo, addirittura da alcuni tifosi, ed è stato anche confermato dalle immagini televisive. Ora vogliamo domandare ai rossoneri, ma anche a tutto il mondo del calcio italiano: sbaglia Chiellini a denunciare un inaccettabile ed inconcepibile gesto o sbaglia Ibrahimovic ad esibirsi in uno dei suoi ripetuti atteggiamenti provocatori e violenti nei confronti degli avversari?

Caro Allegri, caro Ambrosini e caro Galliani, forse avete perso di vista il corretto svolgersi delle cose. La vostra sembra una tattica per allontanare le attenzioni e i riflettori dallo svedese e puntarli su Chiellini e su tutto lo spogliatoio bianconero. Una persona che due giorni prima chiede scusa a tutti e poi si ripete in un’azione, pur se non identica ma quanto meno simile, dovrebbe essere punita, severamente. Andrebbe fatto per i giusti valori del gioco del calcio e per il famoso “stile milanista” che, in questi ultimi giorni, più volte è stato elogiato.

Nicola Frega

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