Nel tempo nulla resta invariato, tutto è destinato ad essere influenzato e modificato dal passare degli anni, dall’infinito mutamento della struttura sociale ed economica. Anche il calcio nel corso della sua fantastica storia ha subito importanti evoluzioni che ne hanno modificato le regole. Dal 1886 l’International Board (l’organo di garanzia del regolamento calcistico composto dai rappresentanti delle 4 federazioni britanniche madri del calcio e da 4 della FIFA) ogni anno si riunisce per discutere di eventuali modifiche, pur conservando da sempre una politica molto garantista. Per circa 65 anni, infatti, nessun cambiamento è mai stato introdotto.
Si parte dal 1925, quando il fuorigioco passò da tre a due difensori oltre i quali l’attaccante non doveva trovarsi, per poi arrivare direttamente al Mondiale del 1966 dove iniziarono ad essere permesse 2 sostituzioni e al successivo del 1970 con l’introduzione dei cartellini gialli e rossi per mostrare le decisioni dell’arbitro al pubblico. Ma nessuna svolta “tecnica” fino al mondiale italico del 1990. Blatter, invogliato da Paolo Casarin e Luigi Agnolin, decise di proporre il cambiamento, successivamente approvato, di assegnare il cartellino rosso a chi ferma l’uomo in un’azione da chiara occasione da goal. Sempre nella competizione internazionale del 1990, venne modificata ancora una volta la regola del fuorigioco: l’attaccante non è in fuorigioco se è in linea col penultimo difensore. Poi, nel 1992 il divieto al portiere di raccogliere il retropassaggio con le mani, nel 1993 la terza sostituzione per il portiere, nel 1995 di un terzo qualunque e nel 1998 il rosso per il tackle in scivolata da dietro. Cambiamenti non da poco!
Fino ad arrivare ad oggi con l’occhio di falco e i giudici di linea. Blatter è destinato a passare alla storia come il presidente FIFA che ha introdotto la tecnologia nel calcio. Eraclito affermava che tutto scorre , che tutto è in perenne movimento e la staticità è morte. In questa concezione, infatti, il divenire è la condizione necessaria dell’Essere, della vita stessa. Anche il calcio non sfugge a questa legge eterna!
Nicola Frega
