La solfa si ripete. Siamo grandi con le grandi. Ieri sera ne abbiamo avuta l’ennesima dimostrazione. Concentrazione, grinta, velocità, pressing a tutto campo: questa Juve sfodera le sue migliori armi quando ha di fronte un avversario che la galvanizza. Pure quegli elementi che finora sono parsi meno brillanti riescono a farsi puntare addosso i riflettori dello Juventus Stadium, vedi Leonardo Bonucci in versione “muro difensivo” e goleador.
Si sprecherebbero qui i complimenti per Arturo Vidal, un “cagnaccio” degno dei migliori mastini di centrocampo, ma con una classe sopraffina quando entra in area. Si sprecherebbero anche le reprimende a quella parte di pubblico bianconero che ieri sera ha fischiato Marco Borriello all’uscita dal campo. E’ vero che Mister Conte dovrebbe trovare argomenti più convincenti per giustificare la presenza in campo dell’ex romanista al posto di Matri o Quagliarella, ma fischiare un giocatore a caccia della migliore forma non giova proprio all’obiettivo collettivo: vincere.
Ora il calendario dice che mancano otto giornate alla fine, che giocheremo in casa alcune partite contro le “grandi” (Lazio e Roma, su tutte), ma che andremo a giocare fuori contro squadre ancora a caccia di punti per la salvezza (Cesena e Novara). Riteniamo che il bello della Serie A sia storicamente l’imprevedibilità. Quindi, c’è da stare alla larga da calcoli utili a riempire pagine di giornali e la bocca di qualche trombone. Ci sono in palio 24 punti, tutti da conquistare. Abbiamo davanti un Milan arrabbiato (c’è da ammettere che cominciano ad aver ragione sul capitolo arbitraggi) e determinato, con esperienza da vendere. E’ il momento di stare uniti, ancora di più. Ne vedremo delle belle.
Piermaurizio Di Rienzo
