Non fu un giorno come gli altri, e per tanti buoni motivi. Chi ha i capelli bianchi ed il cuore juventino, all’indomani del 5 maggio 2002, avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo nel dire a noi ragazzini che “una cosa del genere l’abbiamo già vista, e voi non eravate ancora nati”.
Era il 1° giugno del 1967: in Inghilterra i Beatles pubblicavano Sgt.Pepper’s Lonely Hearts Club Band, in Italia la Juventus superava l’Inter all’ultima giornata di campionato e si aggiudicava il tredicesimo scudetto. Se la gioia avesse un valore retroattivo, i giorni che andarono dal 25 maggio al 1° giugno 1967 andrebbero catalogati di diritto nella “hall of fame” dei più belli per ogni tifoso della Juventus. La “Grande Inter” di Helenio Herrera era giunta al capolinea del suo ciclo d’oro, mentre i bianconeri di “HH2” (il nomignolo affibbiato al tecnico Heriberto Herrera) facevano del “movimento” redditizio ma poco spettacolare il marchio di fabbrica di un campionato tutto disputato alle spalle dei nerazzurri.
Era una Juventus nella quale si era ormai affievolita l’eco delle imprese dell’angelo dalla faccia sporca, Omar Sivori, e che avrebbe dovuto aspettare ancora qualche anno per avviare il grande ciclo della presidenza-Boniperti.
Alla trentesima giornata, la Juventus cadde a San Siro contro il Milan (3-1), e l’Inter sembrò ormai vicina al titolo grazie ad un vantaggio di tre punti (45 a 42) a quattro giornate dal termine. Ma il logorio di alcuni giocatori e la stanchezza giocarono un brutto scherzo ai nerazzurri, che persero lo scontro diretto a Torino per 1-0 e furono fermati sul pareggio da Napoli e Fiorentina. La Juventus, a un turno dal termine, si ritrovò a meno uno.
E qui ebbe inizio la “settimana meravigliosa”. Il 25 maggio, a Lisbona, i nerazzurri persero per 2-1 la finale di Coppa dei Campioni contro il Celtic Glasgow. E la domenica successiva, a Mantova, vennero sconfitti per 1-0 in seguito ad una avventata uscita del portiere Sarti su un tiro-cross dell’ex Di Giacomo. Furono così costretti ad assistere impotenti al sorpasso della Juventus, che intanto batteva 2-1 la Lazio con i gol di Bercellino I e Zigoni aggiudicandosi un insperato e bellissimo tricolore. Quel giorno, la formazione campione d’Italia schierata da “Hh2” recitava così: Anzolin, Gori, Leoncini, Bercellino, Castano, Salvadore, Favalli, Del Sol, Zigoni, Cinesinho, Menichelli.
Gennaro Acunzo
